Il ghiottone errante

9.5
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Il ghiottone errante

Il libro in poche domande:

Argomento? Racconti gastronomici erranti

Qualità/Prezzo? 8.50€ per una lettura piacevole e irriverente, perché no?

Cosa trovo dentro? Tante storie e racconti gastronomici dell’Italia degli anni  30 del ‘900

Rivolto a chi? Tutti

Perché comprarlo? Per scoprire attraverso l’Italia gastronomica, l’amore del prodotto, del vino e del modo pulito di fare critica gastronomica.

 Lo consigli? Se cercate una lettura simpatica e culturale, sì.

Per chi volesse approfondire di più.

Paolo Monelli. Nato a Modena nel 1891 è stato scrittore, militare italiano e giornalista. Per oltre settant’anni è stato inviato speciale delle principali testate giornalistiche italiane. E’ stato capostipite di una serie di scrittori di enogastronomia affianco a persone del calibro di Veronelli e Gianni Brera.

Giuseppe Novello. Nato a Codogno nel 1897 è stato pittore e illustratore. Ha illustrato i resoconti dei viaggi intrapresi con Monelli, inoltre ha collaborato alla ‘Gazzetta del Popolo’ negli anni Trenta, e dal 1948 alla ‘Stampa’, con una ‘tavola’ settimanale.

Un libro che riporta indietro nel tempo, negli anni 30 del ‘900, in un viaggio itinerante, gastronomico per tutta l’Italia attraverso le parole di Paolo Monelli e le illustrazioni di Giuseppe Novello. Le premesse si fanno si da subito ironiche attraverso l’apertura di Paolo con le seguenti parole: “Così ci siamo messi in giro. Ma ahimè, uno di noi due è astemio, e non ha il mondo più ladro stomacuzzo del suo, e soffre di mal di denti per giunta. Tutta la fatica cadrà sulle spalle dell’altro; sessanta battaglie lo proveranno, oltre alle scaramuccie delle merende e della prima colazione”.

Un astemio e un gourmet danno vita alla prima e vera propria critica gastronomica italiana, attraverso una raccolta di articoli commissionati dalla “Gazzetta del Popolo” di Torino. Un viaggio in itinere che passa dal Barbaresco a Conegliano passando da Ravello fino a Montecatini, in un mix di stagioni mai dome. Una serie di racconti che accompagnano il lettore in un viaggio ironico e affascinante tra prodotti,piatti, osti e cuoche del Bel Paese.

Ogni luogo sarà meta prediletta alla ricerca di un prodotto, di un vino o di cuochi e cuoche. Un diario di bordo che attraverso il racconto delle sue giornate riesce a sviluppare un contesto storico gastronomico tale da dare al lettore più informazioni possibili sul prodotto del luogo.

Nonostante un lessico a tratti antico, il linguaggio si districa con facilità nel suo intento finale di divulgazione. Soprattutto quando si parla di vino, Monelli dà il meglio di sé, parlandone in modo amorevole, passionale, destreggiandosi con una lirica quasi Manzoniana. Egli in questo volume non dimentica, di certo, di mettere in risalto i produttori locali, i ristoranti in cui è stato e come vi è stato. In sintesi si può definire come IL precettore del buono, pulito e giusto che poi si rivedrà poi con Petrini.

9.5
Un volume storico che può essere considerato un vero capolavoro della nostra produzione letteraria sul cibo. Contenuto di alto livello in termini lessicali e storici. Precettore del pensiero Slow Food e dell’attuale critica gastronomica italiana. Un saggio in movimento, dove le lancette dello stomaco sono scandite da bicchieri di vino e piatti fumanti. Un libro che saggiamente consiglio per acculturarsi e divertirsi conoscendo l’Italia da un punto di vista differente.
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