Marconi – Sasso Marconi

Posizione
Via Porrettana 291, Sasso Marconi
Chef
Aurora Mazzucchelli
Sala
Massimo Mazzucchelli
Chiusura
Tutto il lunedi e la domenica sera
Info & Prenotazioni
Tel. 051 846216 mail.prenotazioni@ristorantemarconi.it
Marconi
Here comes the sun

Little darling, the smiles returning to the faces
Little darling, it seems like years since it’s been here

Here comes the sun
Here comes the sun, and I say
It’s all right

The Beatles – Here comes the Sun

Le nuvole continuavano a scorrere senza fatica, sorvolando l’autostrada bolognese sorrette dalla memoria di idranti ad acqua ragia di quest’autunno che scoppiò a piangere questa mattina.

Resto immobile ad ascoltare il vento muoversi come un’onda, scuotendo i pochi alberi rimasti incastrati nel cemento di queste strade.

Il tempo scorre nell’iride bianco delle nuvole. Passano le nuvole. Il tempo trapassa tra le nuvole. Cambia il vento. Si scaldando i pensieri della mattina ballando con le foglie autunnali che portano in grembo la fresca brezza unita a sogni. Magari ora chiudo gli occhi e mi sveglio più leggero, trafitto da un raggio di sole.

Un raggio di luce buca le nuvole, schiarendo per un istante il cielo, permettendo di vedere oltre. Mi risveglio a Sasso Marconi dove il sole era un araldo, cantautore del calore.

Non è luce artificiale, è luce umana abbracciata a venere che si curva sul sorriso di Massimo, maitre de gentillesse. La luce si arrampica dall’orizzonte trapassando le ampie vetrate, illuminando in modo naturale l’eleganza interna del Marconi. Ma qui non ci si accontenta della luce o di un sole a metà, perché le idee di Aurora non sono avide ed il sole non è di certo avido di luminosità.

Seduto alla tavola del Marconi ho rivisto il sole dei disegni dei bambini: quello dalla forma ovale con il naso,il sorriso e le gote, quello che ti sa scaldare l’anima. Ho rivisto quel sole disegnato di un giallo intenso che ti illumina anche di sera e che comunica attraverso i suoi raggi, forte delle sue radici. Ma essere belli come il sole non serve se non si brilla di luce propria. Ed ecco il raggio più luminoso che brilla nella tavola del Marconi, Massimo e Aurora, loro ed il loro calore. Le due metà dei soli collimano senza eclissarsi, attraverso un flusso di lavoro coerente e positivo; percezione che si dirama fin sotto i pori della pelle del cliente.

Questa è la storia del Marconi.

Un’Italia autunnale si verticalizza davanti a me come benvenuto: si parte dal croccante e sinuoso Mezzo pacchero soffiato con baccalà mantecato, si passa poi alla suadente e tiepida Crema di zucca con carota marinata. Si vola ad alta quota con la goliardica e carnosa Polpettina di carne con maionese di soia alla curcuma, per poi prendere la mira e tuffarsi nel mare del Sardoncino fritto.

La degustazione vera e propria esordisce con la Rapa. L’energia dei colori vividi dei ravioli di rapa penetrano nel gusto della rapa stessa per poi estendersi al palato in un morbido e dolce ripieno di ricotta di capra. Frammenti della memoria modenese scoppiettano ad intervalli regolari come piccole sfere di aceto balsamico.

Si rincorrono poi, i sapori autunnali del Mediterraneo con l’Aringa. I guizzi dalla lieve dolcezza acida del mandarino si incastrano alla perfezione con la sapidità ionica dei gamberi rosa crudi.  Ad alimentare la freschezza di questo piatto, sale al palato, il gelato all’aringa forte di una grande personalità.

Congeniale trompe d’oeil sulla superficie di un insaccato emiliano si esprime con il Polpo. Lavoro eclettico sul polpo dove gli ingredienti convivono in modo profondo e concentrato tra spessori marittimi e ritmi esotici. Dal cannolo emergono i lati più intensi del polpo, grazie alla crema di teste al suo interno, che viaggiano sul versante tropicale dell’estratto di cocco raffinato dall’acidità salata del limone.

Ancorando ancora i pensieri immersi negli abissi, sopraggiunge il Rombo. Piatto che si concerta molto sul lato tecnico di Aurora. Lavoro di precisione sul rombo eseguito egregiamente, mantenendo un’ottima carnosità che sguazza armoniosamente nella crema di patata acidulata. Ottimo gioco di consistente dal delicato impatto sul palato.

Ci si sposta poi, tra note e odi campestri con l’Anatra.  Passaggio dal sentore nordico di un’anatra di cui nulla si butta via. Il petto subisce un’interessante macerazione con vino rosso e spezie per poi venir servita scaloppata. Le intense note olfattive impattano nel palato in modo selvatico concretizzandosi in verticalizzazioni astringenti. Si aggancia al piatto,il collo dell’anatra ripieno, servito con crema di patate.

Si allargano i confini Emiliani, sbarcando nei profumi delle terre siciliane dell’infanzia. Pasta di casa. Il sole diviene tangibile in ogni suo aspetto, ricalcando il calore del comfort. Si parte dalla base con il carnivoro sugo di maiale macchiato dalla freschezza della crema di ricotta per poi affondare la forchetta nelle tagliatelle di semola e acqua. Si rincara la dose da piccoli ravioli di maiale e cotica soffiata.

Caleidoscopica visione delle Lumache. Nel piatto si rivive il micro ecosistema dell’orto del Marconi. Attraverso un gioco amaricante, verdure ed erbe dell’orto si muovono sinuosamente nell’habitat delle carnose lumache nappate con salsa al burro d’abete rosso, conferendo al piatto un finale balsamico.

Si termina il reparto salato con una visione a 360° dell’Agnello. Si parte dalla morbida animella per poi affondare nella cedevole guancia. Pit stop con la patata dolce abbrustolita prima del pezzo forte: la pancia. Un pezzo che racchiude a sé un perfetto bilanciamento tra la croccantezza superiore e la grassezza interna; a tagliare il tutto: crema di cervella riversata su pane aromatizzato.

Break refrigerante con la Macedonia. Mix di frutta e verdura con mousse di yoghurt, per rigenerare il palato. Si sigilla la degustazione con il Cioccolato bianco. Strilli astringenti si presentano alla base della ceviche di frutta in contrasto con la dolcezza del cioccolato bianco rinforzato dal gioco acido- amaro glaciale del gelato alla rucola.

La luce si spinge oltre queste pareti, illuminando tutta Sasso Marconi in questo sabato autunnale. Al di là di ogni ostacolo artificiale, Massimo e Aurora portano al tavolo un sole che risplende di luce propria, accogliendo e coccolando il cliente con docilità e positività. Il Marconi diviene,dunque, il raggio di sole che buca le nuvole appenniniche portando felicità e tranquillità.