NOÏR – Ponzano (TV)

Inidirizzo
Via Fontane, 1, 31050 Ponzano TV
Chef
Nicola Cavallin & Rocco Santon
Sala
Riccardo Furlan
Chiusura
Sabato pranzo e Domenica tutto il giorno
Info & Prenotazioni
email: info@ristorantenoir.com Tel. 375 632 5406
Ricomincio da qui.
(Ri)comincio dalle parole che non ci siamo detti
cara città.
(Ri)comincio dai silenzi irrequieti delle tue piazze abbandonate, 
ma questa volta, non per colpa tua.
(Ri)comincio dal fiorire della vita tra i sampietrini
incastrati per le strade.
(Ri)comincio dalla speranza a tinte nere
e da due ragazzi che non la mandano di certo a dire.

Comincio calpestando i sampietrini e spostando con le punta delle scarpe i proiettili calibro 7.62 full noir jacket, rimasti a terra da quel 14 settembre scorso.

E nel mentre che si dichiarava guerra gastronomica ad una Treviso tersa di grigio, come i suoi palazzoni di un’altra età, qualcosa si celava dietro l’angolo.

E nella propria solitudine ci siamo rintanati in trincee, affrontando una guerra di logoramento, crogiolandoci sui futuri prossimi.

Ma non abbiate paura se il futuro più vicino sarà a tinte nere.

(Ri)Parto dai miei perché e dalle delusioni
che ti stai trascinando da anni, cara città.
(Ri)Parto dalla tinta nera di questo ristorante
che ben si presta alla città tetra che sei.
(Ri)Parto dalla voglia di esprimersi di questi due ragazzi
che ora più che mai è viva e si libera dall'animo tristo.

Parto,

da quell’incrocio di Strada Ovest sempre più affollato da macchine monocromatiche, arrugginite dalla non voglia di vivere, un pò come te, cara città.

Percorro,

i pochi chilometri che mi separano dall’architettura da venere di Villa Minelli e da quel ristorante che forse non ci meritiamo.

Arrivo,

alla porta blindata, sotto una pioggia leggera che lava via la nostra tristezza e schiarisce quelle sfumature intrise nei muri esterni del Noir.

Entro,

tra sfumature noir che si spalancano alla mercé delle tavole illuminate da un fiore giallo al centro tavola.

Leggo,

le intenzioni più sane nel voler dire la propria in una città logora dal vecchio e da fiumi di ombre.

Ripartiamo, dunque, dalle parole, dagli assaggi, dagli abbracci (no quelli meglio ancora di no), affinché si possa far rivivere nella nostra mente, nella nostra gola, le passioni più sfrenate, le goliardie dimenticate e farci trasportare da un lungo percorso degustativo che inizia così:

Entrata
Entrata

bolle di croccantezza assemblate sulla ‘cialda di riso soffiato alla rapa rossa’ per poi trovarsi a nuotare tra i pensieri estivi a suon di tartar di ombrina, menta, erba cipollina, seguito dai freschi venti portati dal ‘cubo di salmone marinato alla rapa rossa e semi di papavero’. E poi, in crescendo, come esplosivo nel palato ecco la ‘tartelletta al pomodoro con robiola di Roccaverano, tartufo e alga spirulia’, il tutto, barman, in un ‘infuso ai frutti rossi’ da bere, grazie.

Crepe bretone

Ma l’inizio vero e proprio parte dai campi elisi, in un ricordo di primavera mancata e di sorrisi amari, ritrovandoci tra le dita delle mani una ‘Crepe bretone’. E con le mani, in un atto primitivo, si divoran fiori ed erbe aromatiche raccolte in un vortice di formaggio Scimudi e maionese al peperone verde.

scampo, ketchup, uovo di lombo, germogli di pisello e bisque

Si naviga poi, tra i sanpietrini di questa città, inondata dal senso estetico minimale dello ‘scampo, ketchup, uovo di lombo, germogli di pisello e bisque’. Rinfrescante itticità che genera un umami dal taglio estivo, grazie alla bisque con gazpacho di anguria e pomodoro, rinfrancata dal ketchup made in Treviso al raboso e radicchio.

Risotto Piennolo e basilico

Ci si dimentica, poi, dei confini razziali di questa regione, per sbarcare nel ‘risotto Piennolo e basilico’. Soft love al servizio del palato che affonda il cucchiaio in un risotto denso di calore e felicità, dissetata dal fresco gelato al basilico.

Agnello al quadrato

Poi, si ritorna a casa, in un bucolico ‘agnello al quadrato’ dal sapore di lasagna appena sfornata, ma che alla vista, si traduce in: rigatoni spadellati nel fondo di agnello, tartar di agnello condita con senape Dijon, il tutto affondato nella besciamella alle erbe provenzali.

Dopo la pioggia

‘Dopo la pioggia’ ,quella estiva, quella del sole oltre le nuvole, ci si trasforma in una metafora, uscendo alla luce del sole come delle tenere lumache, cotte nel burro. Ci adagiamo in una soffice crema di patate all’alloro, macchiata dal verde prato di salsa verde e dal nero dell’aglio, che si celava all’orizzonte.

lingua di vitello, jus di manzo, ostriche, foie gras e nocciole

E poi, un piatto eclettico, trasformista ed avaro di gusto, si presenta nel trip sotto ‘lingua di vitello, jus di manzo, ostriche, foie gras e nocciole’. Rocambolesca passione di gusti sapidi e grassi, volenterosi ognuno di dire la sua, ma che alla fine di comun accordo, ti sorprendono all’unisono.

ostrica dolce

Ci si avvia verso la fine, tenendo tra i polpastrelli i tropici con ‘l’ostrica dolce’. Dolci e fresche note si celano dentro il guscio dell’ostrica come la crema al latte di cocco e la salsa all’aneto, il tutto di contorno alla rara perla al gusto frutto della passione.

Uovo sbagliato 2.0 golden

E, quindi, se una rondine non fa primavera, ci pensa ‘l’Uovo sbagliato 2.0 golden’. Annidato nella sua pasta kataifi, si celano, sotto un manto d’oro, una bianca crema di tabacco torbato al whisky ed un giallo mango passionale. Per un finale che sa di estate e di futuro.

E’ bello essere tornati.

E’ bello essere ripartiti da qui.

Caro Noir.