Osteria alla Chiesa – Monfumo

Dove?
Via Chiesa Monfumo, 14, 31010 Monfumo TV
Chef
Claudio Gazzola
Sala
Giada Bergamin
Chiusura
Tutto Martedì e Mercoledì a pranzo
Info & Prenotazione
Tel. 0423 969 584 Mail.info@osteriaallachiesa.com

Instinct kitchen

“La tavola è un luogo di incontro, un terreno di raccolta, una fonte di sostentamento e nutrimento, è festività, sicurezza, e soddisfazione. Una persona che cucina è una persona che dà: Anche il cibo più semplice è un regalo.” Laurie Colwin

Aria finalmente fresca, parti rocciose, non più agglomerati di case e periferie arrugginite. Strade strette e case sul ciglio della strada nella via dei Sassetti di Monfumo che porta verso l’Osteria alla Chiesa. All’improvviso, sviluppata sull’orlo della curva, una struttura poligonale dagli scuri rosso intenso, si palesa e mostra il suo volto . Siamo a Monfumo, in provincia di Treviso, cittadina con poco più di 1300 abitanti, immersa nel verde collinare a pochi chilometri da Asolo.

La magia del luogo là si percepisce poco prima di arrivarci quando, davanti al guidatore, si apre un panorama composto da sfumature verdi, terse nel tramonto del sole. Avvinghiata al terrazzo estivo ed alla targa che recita “Osteria alla Chiesa”, una pianta rampicante che crea una pergola naturale indirizzando il cliente verso la porta di entrata. Uno stabile che porta i segni del tempo, le rughe dei suoi 200 anni di vita, scalfito delle piogge e dal tempo trascorso a vegliare sulla cittadina. Dall’ingresso del pian terreno, uno scorcio sulla cucina, dove si intravede lo chef Claudio Gazzola all’opera.

Lui, Claudio, alto, barbuto, con una folta chioma raccolta da una bandana, occhi vispi e vissuti. L’accento veneto è un flow inciso nelle parole che riscaldano l’ambiente e danno il benvenuto. Lui, che da 10 anni, è alla guida dell’Osteria alla Chiesa, da autodidatta purista, con la passione della cucina nel DNA. Un cuoco che ha saputo creare la sua identità da zero e che dopo tanta fatica, ha raggiunto importanti obbiettivi. Al suo fianco, Giada, compagna di vita e di lavoro. Capelli raccolti all’indietro e un caldo sorrido che ti attende sull’uscio d’entrata. Animo gentile e fare cordiale. Con lei il cliente si sente a casa e viene travolto con entusiasmo nei piatti di Claudio.

Ma per capire la cucina di Claudio, bisogna comprendere la maturità del suo Sé. Attraverso il lavoro da autodidatta, Claudio, ha scelto di diventare sempre più autonomo, integrato ed auto realizzato. Nessuno schema fisso imposto da altre scuole o maestri. L’obbiettivo finale è quello di sviluppare un Sé del tutto differenziato da altri. Continuando a crescere, Claudio e la sua cucina con esso, sono arrivati ad un concetto di maturità che pone sui piatti una forte riflessione del suo carattere . Insomma stiamo parlando di una cucina identitaria, prodotta dai sentimenti più profondi dello chef, uniti al lato più tecnico – pratico della cucina.

A tavola, si inizia a ritmi sostenuti, esplorando i primi guizzi di creatività di Claudio. Dal “vedo non vedo” della croccante e saporita Cialda di sarda in saor, all’accoppiata vincente di un bicchiere di Gin servito con del ginger beer, affiancato da un rinfrescante gazpacho di pomodoro ed un goloso e un suadente panino al vapore con wurstel di maiale e cinghiale, maionese alla senape e cipolla fritta. Il primo giro di giostra termina a suon di bolle esplosive e sapori vividi con il nervetto di vitello, aglio nero e prezzemolo .

Uno sguardo al mondo vegetale, passato e futuro, con Pomodoro & Yoghurt . Le 50 sfumature in edizione pomodoro: dal pomodoro antico,  a quello ricoperto dalla sua stessa polvere; dal pomodoro giallo al gel di acqua di pomodoro. Una strimpellata di sentori dolci e acidi, giocati attorno alla fermentescibilità dello yoghurt. Si passa poi ad un cavallo, ops, asino da battaglia dello chef. Cuore d’asino Asado. Come un manto primaverile, la mimosa d’uovo camuffa il suadente cuore d’asino, infilzato in punta dei piedi dalla salsa di prezzemolo. Un vortice di armonia e serenità.

L’autunno a Monfumo. Porcino e cappuccino . Intensi sapori di terra. Passi felpati nei boschi, interrotti da scrocchi di ramoscelli di punte di cipresso fritte. Un porcino a bagno nel sangue di manzo, pulito da un tiepido brodo di porcino con zenzero e lemongrass. Baffi macchiati da spuma di formaggio di capra verde. Un viaggio extrasensoriale tra i boschi. Poi pit-stop fino in laguna con lo Spaghettino tiepido e zotolo. Un velo delicato, dato dalla mantecatura, di latte aromatizzato alle erbe, avvolge il palato e lo rilassa. Cambia marcia lo zotolo fino a spingere in verticale. Finale pulito con nepetella e acetosella.

Peperone confit e garum di cinghiale. Sapori rustici dipinti su peperone confit. Piatto semplice, dal gusto controverso. Intensi soffi draconici, dal colore rosso vivo, aspettano il commensale nel suo interno. Reset sensoriale con la Feta, pomodoro candito e granita all’anguria. Ultimi attimi di un’estate rovente, spenti da una secchiata di fresca granita all’anguria. Il pomodoro ringrazia per poi immergersi nell’ultimo bagno Greco.

Feta, pomodoro candito e granita all’anguria

Giochi di colori e sapori: “Lemon Tart“. Magneticamente, gli opposti si attraggono. Tra le dense note acidule del limone, si contrappongono quelle amaro-balsamiche del glaciale gelato alla liquirizia. Un ciclone gustativo scandito dalla friabilità del biscotto all’alloro.

La cucina dell’Osteria alla Chiesa si rivela essere: divertente, creativa e soprattutto buona. Claudio e Giada nel loro lavoro, oltre alla professionalità, ci mettono amore e dedizione. Una zona mozzafiato coronata da una cucina identitaria, che dà spazio ai prodotti di artigiani e piccoli imprenditori. Piatti che risaltano la materia prima e la rivestono di vivacità. Un luogo maturo, ma mai domo. La cucina di Claudio macina idee su idee,  pronte a stupide il cliente. Monfumo è più vivace che mai.

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