Ristorante Massimiliano Poggi

Ristorante
Ristorante Massimiliano Poggi
Indirizzo
Via Lame, 65/67 Trebbo di Reno (BO) (Ingresso dal parcheggio in via Corticella 61)
Chef
Massimiliano Poggi
Chiusura
Domenica – dal Lunedì al Mercoledì a pranzo
Info & Prenotazioni
Tel.+39 051 704217 email. prenotazioni@mpoggi.it
Sito web

Storie di campagna

È solo in campagna che possiamo conoscere una creatura umana o un libro.

Cyril Connolly

Si chiama “vocazione”. In lui si era fatta viva tra le onde del mare di Rimini, che mescolavan in modo solenne i granelli di sabbia di una giornata senza senso, come un mare senza vento.

O almeno così pareva.

E proprio sulle ali dorate del vento di questa spiaggia, che tutti i suoi discorsi astratti volavan via, fino ad affogare nell’Adriatico. E’ là che ha vissuto la sua vocazione, fra le onde, l’azzurro e l’orizzonte.

Ed un altro giorno era andato, trovandosi in una poetica parentesi a Montecarlo, aspirando a piene narici il profumo delle carni nappate al burro e scottandosi al sole dei fornelli. Glielo si leggeva negli occhi, lo spirito sempre teso all’ambizione che batteva la carica e lo spingeva all’assalto dell’avvenire.  Ma di tanto in tanto sentiva il bisogno di respirare l’aria dei campi bolognesi e di sentire sulla fronte le gocce di sudore, come vino di vigore.

Ed eccolo, ove la rusticità del motto popolare si congiunge, tornò ad essere cullato tra i portici della sua città, pensando a quanto tempo era passato, e quanto ne passerà, ma felice di esser di nuovo a casa.

Aprì al pubblico la porta del suo ristorante, facendo rimbalzare tra i bicchieri filosofie bohème confortevoli, giocate tra la campagna e il gergo intelligente, con l’ironia degli acidi più pronti e precisi. E di pensiero in pensiero, porta avanti ancora oggi la più dolce bohème di campagna con l’audacia che sorpassa le lingue più libere a contatto con la natura e il mondo esterno.

Sabato 7 marzo 2020

La strada era ancora lunga e scorreva lentamente, mutando attorno a sé la natura circostante, rimarcando il sentimento del cartello che poco prima distingueva l’inizio dell’Emilia Romagna e la fine del Veneto, a cavallo tra le sponde del fiume Po.

E chi l’avrebbe mai detto che quello sarebbe stato, per quel momento, l’ultimo ristorante da me provato in questo marzo, ormai chiuso dentro una parentesi quadra chiamata quarantena.

Lungo la via, il vento soffiava sulle nuvole come un getto di un motore a vapore e pian piano mi avvicinavo sempre più a quella meta situata nella cittadina chiamata Trebbo di Reno.

Parcheggiai la macchina nel cortile del ristorante Massimiliano Poggi con il sorriso tra le labbra, perché tutto doveva ancora iniziare.

Ristorante Massimiliano Poggi
Sala ristorante Massimiliano Poggi

Benvenuti al ristorante Massimiliano Poggi.

Catapultato “en plain air” nell’abbraccio rurale della campagna bolognese lo chef Poggi mi porge il suo saluto di benvenuto tra tradizioni gastronomiche e gusti campestri. Si inizia, quindi, con l’ariosa e fragrante “Chips di polenta con formaggio di fossa”, per poi affondare i rimorsi nell’ammaliante e golosa “Tartelletta con crema di fegatini e rapa rossa”.

Si prosegue a capofitto senza paura di farsi male, dove il “Cuscinetto croccante con pesto alla montanara” attutisce la caduta, per poi venir abbracciati dalle cosce di Bologna con il “Waffle bolognese”.

A completare il tutto i venti dell’Adriatico soffiano l’aria salmastra con il “Mare di Rimini”, in un leggiadro brodo di cannolicchi.

Mise en place ristorante Massimiliano Poggi
Mise en place ristorante Massimiliano Poggi
Insalata russa

E’ la bohème russa che sinergizza liberamente tra colori e sapori a capitolare per prima nella tavola con ”l’insalata russa”. Un concetto di visione moderno che abbraccia un’altra cultura con un gesto d’avanguardia, creando ad ogni boccone un sapore diverso. Si scompongono le molecole in texture differenti, facendo combaciare punti di acidità con grassezza e sapidità; annegano,poi, i freddi sentimenti in uno shot di vodka e melograno.

Conserva pomodoro e baccalà

Si aderisce alla massima naturalezza delle cose, attraverso espansioni di sentimenti in un piatto che acclama il motto popolare della “conserva”. L’arte della campagna rivive tra la dolcezza della passata di pomodoro avvinghiata al baccalà nudo e crudo e la croccantezza del pane, in cui adagiate vi sono le spoglie del pomodoro pelato.

Porro e mandorla

Il rito campestre ancestrale dei carboni ardenti trova espressività nel “Porro bruciato”.  La dolcezza del vegetale vira sui ricordi parigini del beurre blanc, in mezzo alle rotondità del ragù di mandorle, concludendosi in un’inebriante vortice di piacere dal retrogusto di brace.

Si invertono gli assi della tradizione nel primo dei due carboidrati presenti nel menù: “Tortelloni burro e oro”.  Esplosivo al pomodoro si chiude all’interno della formosità della pasta fresca a mo di tortellone; lasciando all’esterno la parte lattica e vegetale.

Si passa,poi, ad un ormai signature dish di Poggi ovvero “Fusilli e Medicina”.  Poderosa intensità gustativa ricamata su trame acide e dolci con giunte aromatiche vegetali.

Il “rognone alla veneziana “, valica i confini del Po’ e sbarca in territorio veneto, facendolo rimanere basito di fronte all’eleganza e la rotondità del piatto. Sussurri dai toni delicati si mescolano a stilettate in punta di piedi a forma di ravanelli. A terminare il tutto un fondo di vitello come collante francese che agglomera e piacevolizza.

Tra le varie voci del menù si annoverano anche piatti dal tono vintage, reinterpretati in voce moderna, come il “filetto al pepe verde”. La lepre si appropria della ricetta, facendo le veci del manzo, trovando un’interessante sintonia selvatica con la balsamicità delle erbe aromatiche e la profondità della rapa rossa.

Pit-stop green all’insegna dell’insalata mista: “fine pasto in campagna”. Freschissima costa di sedano, rinfresca il palato coadiuvandosi con l’acidità del limone, l’amaro della rucola e l’umami del parmigiano.

Una dolce coccola goduriosa viene giocata nel finale con ”l’amarena e frutti rossi”; districandosi tra colori e gusti autunnali. Nel piatto si incrociano gli sguardi del fresco sorbetto all’amarena con il cremoso al cioccolato e frutti rossi; approfondendo ancor di più il loro rapporto dalla balsamicità dell’aceto balsamico.